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Il blog di Nicoletta Niccolai

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penna e calamaio

Posted on April 11, 2012 at 7:58 AM
.Provate a chiedere ai vostri figli che cos’è un calamaio. 
Credo ve ne siano pochi che siano in grado di rispondervi correttamente, i più lo confonderanno con il mollusco appartenente alla famiglia dei cefalopodi.

Eppure, ex scolari miei coetanei, ovvero voi che indossavate il grembiulino nero, il collettino bianco inamidato con il fiocchetto rosa o azzurro a secondo del sesso, ve le ricordate le peripezie per imparare a scrivere?
Il calamaio era sistemato in un apposito buco in un angolo del banco, un bidello o la monaca addetta (le mie elementari le ho frequentate dalle suore del Preziosissimo Sangue) lo riempiva ogni mattina.
Che fatica scrivere intingendovi  i pennini, che si incrostavano sempre, e quante macchie, sul quaderno (a righe o a quadretti con la copertina nera) sul grembiule, sul banco, sulle mani e…oh sulla bianca  carta assorbente (Che era sempre simile al mantello di un dalmata), quanta ne usavamo. Sulla scrivania di mio nonno c’era un tampone di pelle in cui si infilava la carta assorbente. 

I pennini potevano essere di diverso tipo secondo l’uso,  ad esempio, rammento che, essendo molto importante la calligrafia, ci insegnavano ad usarne alcuni premendoli ed allargandoli di piatto, per farne scaturire un segno grosso e tenendoli di costa senza calcare per ottenerne uno sottile.
Pensate che la biro è stata inventata i dal giornalista ungherese Laszlò Jàsef Birò nel 1938 ,  in Italia era disponibile dal 1953, ma nelle nostre scuole è stata usata solo dal 1960. E non ovunque proprio perché si riteneva fonte di: BRUTTA CALLIGRAFIA.

Categories: Viaggio nella scrittura

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